Agsm Verona, l’eolico e i gruppi d’acquisto/3

Ermete Realacci

Ermete Realacci

Negli ultimi giorni sul blog è ripartita la discussione sul progetto di Agsm Verona che vorrebbe costruire un maxi parco eolico industriale nella zona di Monte dei Cucchi (Appennino bolognese)  e su Merci Dolci-Alcatraz, il gruppo d’acquisto solidale promosso da Jacopo Fo e da altri che ha base in Umbria e che ha stipulato una convenzione con Agsm Verona per l’acquisto di energia da fonti rinnovabili. Su Agsm Verona e su Merci Dolci credo di aver detto già abbastanza nelle risposte ai commenti. A proposito del parco eolico che Agsm intende costruire, invece, non ho detto più nulla da un po’ di tempo in qua. E’ quindi ora di colmare questa lacuna e di ripartire da lì, dal territorio, perché solo avendo presente la bellezza e l’importanza anche storica oltre che paesaggistica di quei luoghi è possibile comprendere la preoccupazione di chi ci vive. Per questo ho deciso di fare al più presto una piccola trasferta, per poter parlare delle cose a ragion veduta (sono passati più di 10 anni dall’ultima volta che sono stato da quelle parti) sentendo possibilmente tutte le campane e rendendomi conto di persona. Intanto, però,  devo dire di aver provato un senso di inquietudine e una profonda tristezza nel leggere la lettera che Angelo Farneti, presidente del Comitato Monte dei Cucchi, ha scritto alla regione Emilia Romagna e alla provincia di Bologna (cliccate qui per scaricare la lettera). Inquietudine perché ancora una volta dietro a un business incentivato si manifestano una pletora di cointeressenze e di liason dangereux tra aziende, politica, controllori e lobbysti che premono per portare a casa il risultato trascurando non solo i cittadini, ma anche un po’ le regole (è il caso ad esempio dell’ampliamento del progetto con ulteriori 18 pale, che appare in contrasto con la normativa sulla valutazione d’impatto ambientale).  La valutazione è peraltro in capo alla provincia di Bologna che è schierata a favore della costruzione del parco eolico, come testimoniano le numerose dichiarazioni pubbliche dell’assessore all’Ambiente Emanuele Burgin che addirittura arriva a minacciare “l’uso della forza”: cioè avvisa i cittadini e il comune di San Benedetto Val di Sambro (che si oppone al progetto) che se i terreni non verranno messi a disposizione scatteranno gli espropri, cosa possibile una volta che un impianto ottiene l’autorizzazione unica perché viene automaticamente dichiarato opera di pubblica utilità. Una Provincia che è disposta a forzare la mano e che si costituisce in veste di cointeressata di Agsm Verona nella causa promossa avanti al Tar dell’Emilia quali garanzie di imparzialità può offrire ai cittadini nell’ambito della Valutazione d’impatto ambientale dell’impianto Agsm? Perché la Provincia si dichiara cointeressata? Tutto ciò è motivo di forte inquietudine.
La tristezza deriva invece dal notare una volta in più come parte dell’associazionismo ambientalista abbia preso una strada  – come dire? – più votata al business spiccio che ai principi di tutela dell’ambiente e del territorio. La descrizione che la lettera di Farneti dà del doppio ruolo di Ambiente Italia srl, che annovera tra i suoi soci fondatori Ermete Realacci (parlamentare Pd e presidente onorario di Legambiente) e l’architetto Mario Zambrini, è disarmante: “Ambiente Italia ha dapprima collaborato in qualità di consulente con la Provincia di Bologna per la realizzazione del piano energetico e, successivamente, ha redatto essa stessa per imprese private (tra cui Agsm Verona, ndr), gli studi di impatto ambientale per la realizzazione di impianti eolici da sottoporre proprio all’approvazione della medesima Provincia”. Nulla di illegale credo, ma certo non lo definirei un comportamento corretto sia da parte della società sia, a maggior ragione, da parte della Provincia che ora dovrà valutare l’ennesima pratica dell’architetto Zambrini (Ambiente Italia): quella appunto sull’impianto di Monte dei Cucchi.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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