Basilicata, regione a perdere?

Campo di grano - Foto di Lucio De Benedictis

Campo di grano – Foto di Lucio De Benedictis

canada20Tra ieri e oggi ho letto e ascoltato un profluvio di commenti sulla vicenda Telecom e neanche una parola, ad esempio, sulla Basilicata vilipesa e sofferente, che nel silenzio generale paga le follie speculative di politici e industriali privi di scrupoli. Dallo sfruttamento petrolifero, al business dei rifiuti, all’eolico industriale che con l’indecente via libera della Regione arriva a minacciare persino Matera, sito dell’Unesco. Se la vicenda Telecom e il suo epilogo ben rappresentano il fallimento di un’intera classe dirigente e di un capitalismo familistico oltre che familiare, cosa rappresenta l’osceno silenzio con cui persone, territori, intere collettività vengono lasciati in balìa dei più forti? Una risposta, terribile, arriva dall’ultimo editoriale di Pietro Dommarco pubblicato sul sito dell’Ola (Organizzazione lucana ambientalista):

La storia della Basilicata è la storia di un popolo che, suo malgrado, ha deciso di soccombere agli interessi delle multinazionali del petrolio, dei rifiuti e della speculazione energetica, dando la vita in cambio della morte. Concedendosi, senza ribellarsi, ai ricatti più crudeli e alla violenza più atroce. […]

Vi invito a leggerlo tutto questo editoriale e a seguire da vicino ciò che accade in Basilicata perché esattamente come la Torino-Lione, l’Ilva, il Muos… riguarda molto da vicino noi tutti e il futuro di questo paese.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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