Bene comune

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canada20Mentre l’attenzione di tutti è calamitata dalla cronaca politica, è entrata in vigore la legge 10/2013 che riconosce il 21 novembre come “Giornata nazionale dell’albero” e, tra le altre cose, detta le disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli “alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale”. Una legge importante, ma che – al pari del Codice dei beni culturali e del paesaggio del 2004 – non mette al riparo da nuovi scempi. La speculazione eolica continua a minacciare i crinali lungo tutta la Penisola e l’edilizia, abusiva o meno, continua a mangiarsi porzioni di territorio. La foto di questo post è stata scattata nell’entroterra cubano da Michele Testini. La sua bellezza non sta solo nell’albero, ma nell’insieme di un paesaggio incontaminato con i sui colori, i suoi odori, le sue prospettive. Un paesaggio che, se filtrato con le lenti della legge, non ha niente di speciale perché evidentemente la poesia e la bellezza non possono essere codificate: o sono patrimonio comune, frutto di sensibilità collettiva e di altrettanto collettiva educazione al bello, o semplicemente non sono. Questo è un paesaggio che in Italia sarebbe difficile salvaguardare e che in effetti non viene salvaguardato. Per rendersene conto basta guardarsi in giro. Ma oggi siamo al punto che c’è persino chi ha l’impudenza di voler mettere pale eoliche sui crinali della Cisa, una delle aree più belle dell’Appennino settentrionale: cittadini e associazioni saranno ancora una volta soli a combattere contro la speculazione e i suoi scempi o si muoveranno anche la politica e le istituzioni? In attesa di scoprirlo vi invito a partecipare sabato 9 marzo al convegno organizzato a Pontremoli dal Coordinamento dei comitati dell’alto Appennino contro l’eolico industriale selvaggio. Qui trovate orari e programma del convegno.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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