Cattelan, la Borsa e il 25 settembre

Milano ore 18, Piazza Affari. Di fronte alla sede della Borsa, Maurizio Cattelan inaugura la sua irriverente opera: un enorme dito medio levato al cielo. Nelle scorse settimane le polemiche non sono mancate, anche a causa dell’imbarazzo del Comune di Milano che non potendo arrivare a una censura esplicita ha comunque tagliato al massimo i giorni d’esposizione dell’opera. Una scultura senza dubbio efficace, che però voglio mostrarvi da una prospettiva particolare.

24 settembre 2010, Piazza Affari (Milano). Clicca per ingrandire

Credo che la maggior parte degli scatti che verranno pubblicati mostreranno la scultura con Palazzo Mezzanotte (la sede della Borsa) di sfondo, perché secondo la vulgata il messaggio di Cattelan è di spregio nei confronti della Borsa e del mondo della finanza. Io (e spero di non essere l’unico altrimenti incomincerei a preoccuparmi) voglio mostrarvela invece dal punto di vista della Borsa, da ciò che si vede uscendo da Palazzo Mezzanotte. Notate? non sono i cittadini che levano il dito medio contro la finanza e i finanzieri, un gesto sterile e impotente. No, è il mondo della finanza, la Borsa che fa un gestaccio alla città, ai cittadini… come a dire che se ne fotte dei posti di lavoro e delle vite che distrugge. E’ un gesto cinico, sprezzante che sintetizza alla perfezione l’amoralità del mercato e di molte delle persone che lo fanno. La scultura giusta al posto giusto nel momento giusto: un’opera straordinaria, almeno a mio giudizio. E il 25 settembre che c’entra? Beh innanzitutto perché sono curioso di leggere i giornali di domani e di vedere le foto che pubblicano. Ma l’aspetto più importante è che domani a Reggio Calabria si terrà un’importantissima mobilitazione contro la ‘ndrangheta organizzata dal Quotidiano della Calabria. Qui, da Milano, capitale del riciclaggio, dobbiamo iniziare a metterci a lavorare per dimostrare una solidarietà non solo a parole, ma nei fatti ai colleghi e ai cittadini calabresi. Qui le ‘ndrine ci sono, ma nessuno ne vuole parlare. Convenienza? Certo, ma anche paura. Domani. 25 settembre, al Parco Trotter festeggeremo il primo anno di attività del nostro community garden (qui il programma) e proprio lì, dall’altra parte del muro c’è un intero cantiere sequestrato a un prestanome delle cosche calabresi. Basta silenzio, basta far finta di niente. Allarghiamo il network e collaboriamo da Nord a Sud per mettere in piazza affari e intrallazzi e, soprattutto, per tagliare le gambe a quella borghesia collusa, a quei colletti bianchi amorali che alzano il dito medio contro la collettività, fottendola.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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