Colucci e il fattore Latina Ambiente

Pietro Colucci

Latina, Pavia, Settimo Torinese, Cirò… In pochi mesi tanti affari per Pietro Colucci, l’imprenditore a capo di un impero che spazia dalla monnezza alle energie rinnovabili, passando per la gestione del teleriscaldamento di alcuni comuni del torinese. Il processo che lo vede imputato per frode in pubblica fornitura nell’ambito dell’inchiesta su Latina Ambiente non si è ancora concluso, ma Colucci fa come nulla fosse (e con lui gli amministratori del Comune di Latina che, curiosamente, non sì è costituito parte civile al processo). A fine giugno Colucci– attraverso Kinexia, società quotata da lui controllata e presieduta – ha ottenuto proprio a Latina, in località Borgo Sabotino, l’autorizzazione a realizzare un impianto fotovoltaico da 16,2 Mwp su un’area di 40 ettari. Da quando è stato rinviato a giudizio per Latina Ambiente sembra che a Latina e provincia i tempi per la concessione delle autorizzazioni si siano drasticamente accorciati: “L’iniziativa – si legge nel comunicato di Kinexia del 24 giugno – è arrivata in anticipo rispetto alle previsioni relative al 2010 che stimavano l’allaccio, come fotovoltaico, del solo impianto di circa 10 MW attualmente in costruzione ad Aprilia (…) In meno di un anno (Colucci è stato rinviato a giudizio nel luglio 2009, ndr) il Gruppo ha così ottenuto autorizzazioni uniche alla costruzione di impianti fotovoltaici per un totale di 29 MW nella provincia di Latina”. Che solerti amministratori… Sono gli stessi che ai primi di agosto hanno inviato una diffida a Latina Ambiente (società controllata dal Comune di Latina e con Colucci come socio di minoranza) perché i bollettini inviati dalla società ai contribuenti per il pagamento della “Tariffa di igiene amobientale (Tia)” relativa al 2009 evidenzierebbero importi nettamente superiori alle tariffe stabilite dal Comune. Non solo, Latina Ambiente ha fatto ricorso al Tar contro il Comune (che è il suo azionista di maggioranza) perché l’amministrazione ha prorogato per un solo anno (e non per 4 come richiesto dalla società pubblico-privata) l’incarico di svolgere le pulizie in una scuola.
Sembra evidente che l’amministrazione comunale, pur essendo formalmente socio di maggioranza, non controlla affatto Latina Ambiente. A chi rispondono i manager e i consiglieri d’amministrazione della società a prevalente capitale pubblico?

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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