Colucci’s version. In presa diretta

Pietro Colucci

Un confronto pacato e molto approfondito con Pietro Colucci, l’imprenditore napoletano di cui mi sono più volte occupato su questo blog negli ultimi mesi. Colucci – e di questo gli va dato assolutamente atto – ha risposto senza riserve a tutte le domande e si è sforzato di chiarire la sua posizione in merito a molte vicende che lo riguardano: dal rinvio a giudizio per Latina Ambiente agli investimenti nell’eolico in Sicilia e Calabria, dai rilievi emersi in sede di Commissione parlamentare sulle Ecomafie alla vicenda di Minturno.
Parecchie cose sono state effettivamente chiarite, come ad esempio chi c’è dietro la quota dell’1% posseduta dalla lussemburghese Vento Hermes nelle società progetto per la costruzione di parchi eolici in Sicilia. L’azionista è un fondo inglese – Hg Capital – e le modalità con cui il fondo ha agito in sede di compravendita della partecipazione (rimettendoci del denaro, vedi post sul business eolico in Sicilia) rappresentavano, secondo Colucci, una transazione con l’amministratore della società Mario Privitera che vantava a sua volta dei crediti nei confronti degli azionisti. O il mancato avvio dei lavori per la costruzione dell’impianto eolico di Cirò: le banche (Intesa e West LB) non hanno ancora erogato i finanziamenti, frenati dalla minor ventosità del luogo rispetto alle perizie iniziali (1.920 ore accertate da una perizia di Kinexia contro le 2.068 ore certificate dalla perizia del precedente proprietario, Stronati Lombardi), sia ancor di più dai timori di taglio agli incentivi da parte del ministro dell’Economia Giulio Tremonti (il famigerato articolo 45 della manovra Finanziaria).
Su altre questioni, invece, mi limito a registrare il punto di vista di un imprenditore che rivendica con orgoglio la correttezza del proprio operato, quella del suo gruppo e dei suoi ex soci finanziatori, la famiglia Fabiani. Non spetta certo a me dare giudizi, tuttavia un paio di cose vanno dette: nel caso di Latina Ambiente il rinvio a giudizio è stato disposto dal Gip, cioè da un giudice terzo, che ha ritenuto fondati i rilievi mossi dal pubblico ministero; fa comunque onore a Colucci la volontà di farsi giudicare, anziché avvalersi della prescrizione scattata lo scorso giugno. L’altra cosa riguarda la Commissione rifiuti: Colucci lamenta che fatti a suo tempo asseriti in quella sede non corrispondano a verità (cioè che a carico dei fratelli Francesco, Nicola e Pietro Colucci risultassero diversi “precedenti penali per abuso d’ufficio e anche per corruzione e per corruzione aggravata per atto contrario ai doveri d’ufficio”) e che la Commissione Scalia avesse commesso sostanzialmente un errore di persona. Possibile che in tutti questi anni nessuno abbia sentito il dovere di chiarire come stanno le cose? Dico questo anche perché lo scorso 30 giugno, in sede di audizione, il Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Latina, Nunzia D’Elia, ha dichiarato che “le società interessate ai contratti svantaggiosi per il pubblico sono la Latina Ambiente, la Aspica e la Waste Management Italia di Colucci Pietro. Da questo procedimento – ovviamente questo è uno studio sulle carte che parte da procedimenti già svolti da altri – emerge che in realtà, come ho visto in precedenti Commissioni parlamentari d’inchiesta, le persone fisiche che si occupano di questa materia sulla provincia di Latina sono sempre le stesse, sia pure rappresentate attraverso società di tipo diverso. Quindi una volta è l’Aspica, un’altra volta è la Waste Management, ma spesso le persone fisiche sono le stesse”. Un ritratto nient’affatto idilliaco.
Vista la delicatezza dei temi trattati e per rispecchiare nel più fedele dei modi quanto detto dall’intervistato ho deciso di pubblicare alcuni dei passaggi più significativi dell’incontro con Colucci. Una modalità in “presa diretta”: basta cliccare sui titoli. Buon ascolto.

“La paventata mannaia di Tremonti sull’eolico frena Cirò”

“Come abbiamo agito in Sicilia”

“Il pasticcio della Commissione Scalia”

“I fatti di Minturno”

“Mai condannato”

“La questione Latina Ambiente”

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

One thought on “Colucci’s version. In presa diretta

  1. Fabio

    November 11, 2010 at 7:26am

    L’abbassamento della ventosità prevista di un sito da 2068 a 1920 non è certo elemento che porta all’abbandono di un progetto. La differenza rientra tranquillamente nelle possibili variazioni interannuali dovute alle condizioni meteo e messe in conto da ogni progettista eolico e non è tale da incidere sostanzialmente sull’economicità del progetto.
    Basta una battuta di Tremonti per bloccare un progetto eolico (ma presumibilmente molti altri). La realtà è che si tratta di un’industria esclusivamente legata agli incentivi.

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