Cosa invidio ai francesi

Lire à la plage - Fecamp, Normandia

Lire à la plage – Fecamp, Normandia

Sono tante le cose che mi fanno amare la Francia, tra cui l’attenzione che viene posta sulla diffusione della cultura anche a livello territoriale. Una diffusione capillare resa certo possibile dai finanziamenti pubblici (che non sono mai mancati). E così per il quinto anno si è tenuta l’iniziativa “Lire à la plage” (leggere in spiaggia), iniziativa che ha coinvolto quasi tutti i centri balneari della Normandia (ma anche altrove) dal 3 luglio al 30 agosto. Su ogni spiaggia è stato allestito un chiosco-biblioteca con veranda, ombrelloni e sdraio. Libri e fumetti sono a disposizione di tutti dalle 11 del mattino fino alle 19 e c’è anche un fitto programma di animazione e di laboratori rivolti ai bambini, oltre a letture animate e altre iniziative sul tema del libro. L’iniziativa è popolarissima e i chioschi infatti sono molto frequentati da grandi e piccini. I vantaggi di questa e di altre iniziative similari sono evidenti sia per i cittadini, sia per gli autori e gli editori che possono contare su un pubblico motivato alla lettura. I francesi infatti non si fermano alla spiaggia e nei paesi dell’entroterra l’immancabile biblioteca sfoggia insegne che richiamano l’iniziativa come “Lire à la Place” o “Lire aux jardins“.
Da noi, che io sappia, non viene fatto nulla di simile se non magari a livello estemporaneo da parte di qualche associazione o di qualche comune. Sarebbe bello mutuare quest’iniziativa (anche solo a livello regionale), ma da noi sulla cultura si taglia e non si investe perché, come ben spiegava l’ex ministro Giulio Tremonti, “la cultura non si mangia”.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

3 thoughts on “Cosa invidio ai francesi

  1. admin

    September 27, 2012 at 10:02pm

    In effetti, come tu dici, il sistema scolastico francese ha diversi punti deboli e le eccellenze (che pure ci sono e sono anche molte) sono appannaggio pressoché esclusivo di un’élite, peraltro piuttosto ristretta. È un sistema estremamente classista quello francese ed estremamente rigido anche sotto il profilo dell’insegnamento. Rigido nel senso che risente di un’impostazione burocratico-amministrativa che premia il conformismo e frustra ogni tentativo di uscire dagli schemi prefissati. Ovvio, sto generalizzando: non è dappertutto così. Tuttavia, non è il sistema educativo che invidio alla Francia (amo molto il nostro che reputo molto valido nonostante in questi si sia fatto di tutto per distruggerlo), ma l’investimento nella cultura in sé: nelle biblioteche, nei musei, nel cinema… e credo che da alcune iniziative potremmo prendere spunto e cercare di replicarle, tipo questa di Lire a la Plage. Costerebbe pco e permetterebbe a molti di avvicinarsi con curiosità al libro e alle tante attività (dalle letture animate ai laboratori, ai reading…) che si possono costruire intorno. Sarebbe un’occasione anche per tanti autori, magari giovani, e per le piccole case editrici per proporsi a un pubblico più vasto e diverso da quello che frequenta abitualmente le librerie.
    Paolo

  2. Giandomenico

    September 27, 2012 at 9:13am

    Perdona il mio commento, ma, vivendo in francia, questa notizia mi fà ridere, a parte qualche sparuto esempio, come quello da te indicato, il livello culturale francese è, di molto, al di sotto della media europea; colpa anche degli indirizzi scolastici che, dopo le medie, sono tali e tanti che non se ne può avere una idea, la maggior parte sono inutili, esistono bacalaureat (il nostro diploma di scuola media superiore) in giardinaggio, stampa di volantini e pubblicità, distribuzione di posta, macelleria, taglio e vendita di pesce, ecc. ecc., la lista è infinita, quello che viene insegnato ai francesi è un mestiere, di cultura neppure l’ombra, non conoscono nulla di storia, letteratura, geografia.
    La maggior parte dei francesi lascia la scuola prima del diploma per andare a lavorare perchè la trova noiosa e inutile. non ci si può basare su singole iniziative, per quanto pregevoli, per conoscere la cultura di un paese.

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