Negli Usa fanno così: pannelli a costo zero

Installatori all'opera - Foto di Wayne National Forest

Installatori all'opera - Foto di Wayne National Forest

L’idea è semplice (come spesso sono le idee buone) e sta producendo ottimi frutti negli Stati Uniti, contribuendo a rimuovere uno dei maggiori ostacoli alla diffusione del fotovoltaico: l’elevato investimento iniziale richiesto per l’acquisto e l’installazione dei pannelli. Sul numero de Le Scienze (l’edizione italiana di Scientific American) in edicola questo mese c’è un interessante articolo che spiega le soluzioni che si stanno affermando negli Usa e che sono essenzialmente di tre tipi: ci sono aziende come SolarCity che installano i pannelli a fronte del pagamento di un canone mensile di noleggio, altre aziende (come SunRun) che anziché noleggiare i pannelli vendono al cliente l’elettricità prodotta dal loro impianto sul suo tetto e città come Berkeley e Boulder che finanziano interamente l’acquisto e l’installazione dei pannelli attraverso l’emissione di obbligazioni comunali, mentre i beneficiari del finanziamento ripagano il loro debito verso la municipalità con una maggiorazione dell’imposta sugli immobili. In ogni caso, spiega l’articolo, sia che si paghi un canone di noleggio mensile o direttamente l’elettricità prodotta dai pannelli o ancora una maggiorazione d’imposta, si ha un sensibile risparmio rispetto alla tradizionale bolletta, non si impegna capitale, si abbattono le emissioni di CO2 e si favorisce il raggiungimento della cosiddetta grid parity (cioè il punto in cui il costo di produzione dell’energia con il fotovoltaico diventa uguale o inferiore a quello dell’energia prodotta con le fonti convenzionali). Questo perché negli Usa a ogni raddoppio del numero di pannelli installati è corrisposta una diminuzione di circa il 20% del costo dei pannelli.
Insomma, gli Stati Uniti ancora una volta stanno facendo da apripista con un nuovo modello di business sul fotovoltaico che pare altamente sostenibile. Si spera che anche qui da noi ci si inizi a dare una mossa. Per la verità, nel suo piccolo, l’iniziativa su cui si sta muovendo il gruppo Energia di Intergas Milano è molto in sintonia con l’esperienza che si sta affermando negli Stati Uniti dalla quale si possono trarre ulteriori spunti e indicazioni di lavoro. Almeno su questo, il 2010 sembra partire bene.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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