E’ la stampa bellezza. E tu non puoi farci niente

Confesso, lette le ultime non ho saputo resistere. Gli Usa – con un attacco informatico – oscurano Wikileaks (che fortunatamente torna online da altri server), i governi di mezzo mondo vogliono catturare Julian Assange, arrestarlo, torturalo o, perché no, ucciderlo. E il problema qui non è certo l’accusa di stupro con cui la Svezia ha spiccato un mandato di cattura internazionale. Nessuno mette in dubbio la veridicità dei documenti pubblicati dal sito di Assange. Ci mancherebbe: sono gli originali. E chi la verità la dice, o meglio, la mette in piazza è peggio di un diavolo, di una strega. Va senz’altro bruciato. Fisicamente. Come osa? Quanti Stati stanno violando la loro Costituzione – a partire dagli Usa – per cercare di frenare la valanga di rivelazioni? E’ inutile. Julian Assange, a mio giudizio, è un “giusto” e ho deciso che pianterò qualcosa per omaggiarlo. Qualcuno di voi ha voglia di fare la stessa cosa? Se sì, nei commenti dite dove e decidiamo cosa e quando (di questi tempi i bulbi sono ok e a primavera i fiori potrebbero formare delle scritte). Ora l’editoriale, firmato da Humphrey Bogart (L’ultima minaccia, 1952), mica da me che non sono nessuno.

8 thoughts on “E’ la stampa bellezza. E tu non puoi farci niente

  1. Jasmina

    December 15, 2010 at 10:35am

    Vedi caro Paolo, proprio di questi scenari stavo parlando. Chi sta dietro alla gueriglia studentesca? Erano straorganizzati e coordinati. Chi li ha organizzati?

  2. yawp

    December 4, 2010 at 10:21am

    Per una volta sei più ottimista di me. Ma i bulbi ce li metto lo stesso. E un’ideina sul dove ce l’avrei ma non so se si può dire…

  3. Jasmina

    December 4, 2010 at 2:09am

    OK. Mi hai convinto. E’ di straordinaria importanza tutta l’opera per la storia. Forse il mondo ne uscirà davvero migliore. Voglio disperatamente crederci. Buona notte e …grazie

  4. admin

    December 4, 2010 at 1:50am

    Cara Jasmina, sono d’accordo con il tuo non essere d’accordo. In effetti è frustrante vivere in un Paese dove il centrosinistra che è stato al governo non ha avuto remore a stracciare la Costituzione e andare a bombardare Belgrado e la Serbia (e la cosa più triste è che il premier dell’epoca, Massimo D’Alema, anziché chiedere scusa rivendica questa sua decisione) e dove hai la sensazione che la politica – quando c’è – subisce come minimo forti ingerenze (alleati e Vaticano). Però io qui non voglio e non posso discutere di questo: il tema è Wikileaks, Julian Assange. A me non interessa dove abbia preso o chi gli abbia dato i documenti. Ciò che mi interessa è che sono gli originali. Se sono parziali e se qualcuno si sente preso di mira credo che possa pubblicare “l’altra metà del cielo”. Curiosamente, invece, anziché fare chiarezza e opera di trasparenza questi grandi statisti pensano solo a come neutralizzare la minaccia di un sito libero che pubblica originali. E siccome incidentalmente faccio il giornalista, riconosco che l’opera di Julian Assange ha un valore enorme e che Assange e Wikileaks rappresentano con tutti i loro pregi e tutti i loro difetti quanto di più vicino alla verità abbiamo mai potuto avere. Lo dimostrano non solo gli ultimi files che riguardano anche l’Italia e Berlusconi, ma la gran massa di pubblicazioni precedenti sulla guerra in Iraq. Trovo che questa – cioè la pubblicazione dei documenti in originale – sia una grandissima scommessa vinta da Assange (e, grazie a lui, da tutti noi) e che sia anche una formidabile risorsa di conoscenza per i cittadini comuni, i giornalisti e gli storici. Trovo che il progetto di Wikileaks sia uno dei più straordinari progetti di giornalismo partecipativo realizzati. Qui e ora, con buonapace di Obama, Berlusconi e quant’altri. La questione è semplice: se le informazioni sono parziali, si possono completare producendone altre (sempre in originale): chissà perché a Wikileaks nessuno dei detrattori ha mai chiesto una rettifica. Meglio fare finta che siano dei terroristi. (A proposito, ho una scatoletta di semi bellissimi: vogliamo piantarli?)
    Paolo

  5. Jasmina

    December 4, 2010 at 1:21am

    Grazie a te Paolo. Sono d’accordo… e che in un epoca dove abbiamo un surplus di informazioni, per me diventa difficile saper scegliere quale è quella giusta. Tutti dicono tutto e il suo contrario. Certo, sarebbe una politica suicida per gli americani, a meno che non optino una scelta fatale per tutti noi, ovvero una guerra globale visto che non hanno più nemmeno gli occhi per piangere. Ti faccio un esempio: in una trascrizione dei documenti da Wikileaks pubblicata su “Politika” di Belgrado, si cita un diplomatico USA che dice seguente: ” dovevamo prendere di petto il problema ( dell rapporto troppo intenso con Putin) e abbiamo messo a punto una strategia diplomatica robusta…con il doppio obbiettivo: da una parte approfondire l’educazione dei nostri interlocutori circa le attività della Russia ed in questo modo spiegare il contesto della politica americana, e dall’altra costruire il contrappeso con le opinioni contrarie, particolarmente all’interno del partito di Berlusconi…ci siamo messi in contatto con i membri del partito, membri del governo italiano, i think-tank e persino con la stampa, per offrire un punto di vista differente di quello di Berlusconi… e sembrerebbe che la fatica sia valsa la pena. L’opposizione ha iniziato ad attaccare Berlusconi di aver scelto la parte sbagliata, mentre i singoli del partito di Berlusconi hanno iniziato ad avvicinarsi a noi privatamente offrendoci il discorso sulla Russia, mostrando i loro interessi per il cambiamento di simile politica”. Ora, tu sai quanto io detesti Berlusconi, ma francamente toglierlo di mezzo facendo lobbing a 360° e per mero interesse di allontanarlo dalla Russia per riportare l’Italia nelle braccia dello zio è un discorso che non sopporto. Se questo segmento che ha citato Politika è vero, mi chiedo del perchè nessuno ne parla? I piccoli paesi come i nostri corrono grossi pericoli da tutte le parti ed diventa davvero difficile barcamenarsi di continuo fra una sponda e l’altra. Qualcuno dirà: “Non importa come, purchè c’è lo tolgano di mezzo”, ed io non sono d’accordo. Quelli che lo hanno preceduto hanno bombardato il mio paese, hanno introdotto la mobilità e la flesibilità nel lavoro per farlo diventare precario, come posso fidarmi di loro? Lo stanno togliendo di mezzo con gli stessi mezzi con i quali hanno tolto Milosevic a Belgrado: con falsa presa di coscenza interna, nella realtà tutto pilotato dai servizzi USA. Non mi sta bene.

  6. admin

    December 4, 2010 at 12:22am

    Grazie Jasmina. Non mi sono firmato perché in questo caso anziché un’inchiesta (e quelle le firmo tutte) lancio un’iniziativa aperta al contributo di ognuno. Su Assange e, più in generale, sugli hacker circolano tante voci, nessuna verificata. La logica secondo cui possano essere “documenti scelti” da una qualche intelligence per rovinare qualcuno piuttosto che qualcun altro a me fa venire in mente gli effetti della disinformatjia: ci portano a pensare a questo per non farci parlare di ciò che è vero e che è sotto gli occhi di tutti. Qui in Italia questo schema lo hanno inaugurato con Tangentopoli, per poi arrivare ad accusare i giudici che perseguivano i reati nel tentativo (riuscito) di salvare i ladri. Non per nulla siamo il Paese di Pinocchio, quel Paese in cui Pinocchio – innocente – dovette professarsi ladro per poter godere dell’ammnistia comminata a vantaggio dei furfanti. Io non so chi sia Julian Assange, ma so che tutto ciò che pubblica è materiale originale e che nel farlo mette a rischio la sua vita, quella dei suoi consenzienti collaboratori e fa incazzare da morire tutti gli Stati. Così a pelle, io che vivo in Italia e che faccio il giornalista vivo Juilian Assange come un “giusto”. E oltre ai bulbi, mi sto interrogando su quali ghiande piantare…
    Paolo Fior

  7. Jasmina

    December 4, 2010 at 12:00am

    Non so chi sei ma hai scritto questo pezzo e sei una persona, un umano, spero. Non mi piace questo mondo dove si esagera con la autodenigrazione. Spesso sento ai dibattiti le persone iniziare con :” Premetto che io non sono nessuno dico che…”. In un mondo dove il potere è riuscito a farci diventare nei propri ed occhi altrui nessuno, ogni sorta di iregolarità è permessa. Tanto, non sono nessuno!
    Detto questo, grazie per questo bellissimo omaggio prefestivo che ci hai regalato, ogni tanto è bello vedere le facce care!
    Sil discorso di Assange, vorei poter condividere con te l’entusiasmo, mio malgrado non posso. Chi ci garantisce che non sia tutto un perfetto lavoro di intelligence e che le notizie portate siano il frutto di una accurata scelta su chi e cosa colpire, apparentemente colpendo tutti? Non lo so, non mi fido. E che Assange non sia in realtà stato raggirato? Aspettiamo e vediamo. Chiunque ha o ha avuto qualche amico diplomatico, sà che il linguagio che utilizzano è esattamente questo e che il gossip è il loro pane quotidiano. Deprimente.

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