Exeufis e Falcon, due fallimenti piccoli piccoli…

No, il 4 dicembre non ero io ad essere distratto. Semplicemente, nessuno ha riportato la notizia del fallimento di Exeufis. Capisco i colleghi, sul caso c’è davvero poco da dire, specie se la memoria fa difetto. In effetti prima dell’estate questa società aveva un altro nome, decisamente meno esotico: Eurinvest Finanza Stabile. Si tratta di una holding che controllava un paio di società quotate in Borsa – KR Energy e Investimenti & Sviluppo, per tacere di Investimenti & Sviluppo Mediterraneo – e detiene partecipazioni importanti in tante altre società quotate e non. Tra queste ricordiamo Reno de Medici e Banca MB (la boutique finanziaria commissariata dalla Banca d’Italia e che ora rischia la liquidazione coatta).

La proprietà di Eurinvest faceva capo a due trust di diritto britannico i cui beneficiari risultavano essere la famiglia Jaeger -Squillace, vale a dire una delle più importanti dinastie dell’avvocatura d’affari italiana, peraltro molto legata ai Ligresti. Non per caso diversi manager approdati a Eurinvest provenivano da società del gruppo del finanziere siciliano e non per caso nel consiglio d’amministrazione sedeva Alessandra Talarico, figlia di Antonio Talarico, uno dei collaboratori storici di Ligresti (già amministratore delegato di Immobiliare Lombarda, consigliere di Milano Assicurazioni e Fonsai, vicepresidente di Impregilo). Comunque sia, Eurinvest si lanciò nel business finanziario potendo contare su una vasta e potente rete di relazioni. Le banche – grandi e piccole – hanno fatto la fila per finanziare le operazioni lucrando laute commissioni: la trasformazione di Centenari & Zinelli in Investimenti & Sviluppo, la quotazione di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo, l’acquisto della vecchia, decotta Kaitech (in cui aveva investito Massimo Ciancimino nel tentativo di riciclare parte dei capitali del padre) e la sua trasformazione in K.R. Energy, le tante acquisizioni, cessioni e fusioni societarie. Una girandola di operazioni non esattamente fortunate (almeno a giudicare dagli effetti sui piccoli azionisti) che però ha fatto girare una montagna di soldi.
Sarà questo probabilmente uno degli aspetti più interessanti che i tre curatori fallimentari di Exeufis nominati dal Tribunale di Milano si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi. Perché alla fine – quasi incredibile a dirsi – gli Jaeger e gli Squillace, pur avendo bussato a tutte le porte nel tentativo di rinegoziare i debiti contratti, sono stati lasciati al loro destino. Meglio, sono stati fatti fallire.E una ragione ci sarà, o forse anche più di una.
In vista della prossima udienza, fissata a giugno, i curatori fallimentari dovranno ricostruire lo stato patrimoniale di Exeufis passando al vaglio moltissime operazioni con parti correlate, cioè società controllate, collegate e controllanti, cosa che potrebbe avere un impatto anche su due società quotate in cerca di salvezza (KR Energy e Investimenti & Sviluppo) e su un certo numero di ex amministratori e azionisti. Staremo a vedere. Certo è che il fallimento di Exeufis non arriva né a sorpresa, né da solo. La holding – in liquidazione volontaria – è stata dichiarata fallita il 3 dicembre e pochi giorni dopo, il 15 per l’esattezza, è fallita anche Falcon Group srl, una delle sue due controllanti italiane che – al termine di una lunga catena societaria – portavano appunto ai due trust britannici. Un fallimento piccolo piccolo (a proposito, di quanti milioni di euro parliamo?) che porta un poco più in su. Quasi quasi continuo ad occuparmene.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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