Il blitz delle meduse antinucleariste


Per le meduse ho sempre provato un sentimento ambivalente: una certa fascinazione per la loro indiscutibile bellezza e per la leggiadria del loro fluttuare nel mare e, dall’altro, il piacere che mi dà assaporarne la croccante gelatina per antipasto. Oggi però vorrei saperne di più su quel modo di spostarsi in banchi, sulle modalità di comunicazione e di pensiero di questi celenterati. Pensiero sì. E’ assurdo ipotizzarlo? Mi piace immaginare che le meduse siano dotate di un’intelligenza quantistica e che ciò che è accaduto questa settimana non sia frutto del caso e delle correnti marine, ma di una precisa volontà. In effetti i fatti sono abbastanza singolari: quattro centrali nucleari sono state costrette a chiudere in quanto enormi banchi di meduse hanno invaso la porzione di mare antistante impedendo il prelievo di acqua marina per il raffreddamento dei reattori. Ciò è accaduto in Giappone, poi in Israele e infine anche in Scozia. Gli scienziati sono preoccupati anche se ritengono che non ci sia ancora una casistica sufficiente per affermare che questi episodi non siano frutto del caso. Però si interrogano. Io, che scienziato non sono, penso che le meduse abbiano messo in atto una riuscitissima protesta antinucleare e sono anche convinto che se dovessero ripetere l’exploit alla centrale Orot Rabin di Hadera, l’esercito israeliano non esiterebbe a definirle “gruppo terroristico eterodiretto che minaccia la sicurezza e l’integrità dello Stato”. Povere meduse, attente: contro il vostro leggiadro fluttuare per i mari e la vostra protesta pacifica si scatenerà un apparato repressivo brutale, come quello che in questi giorni – in barba ad ogni diritto – è stato scatenato contro la Freedom Flotilla II.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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