Il Lambro e il Corriere della Luna

Stamane sono rimasto basito nel leggere le cronache del Corriere della Sera sullo sversamento doloso di petrolio e gasolio nel fiume Lambro. E’ il secondo titolo del giornale (“Il Lambro diventa un fiume di gasolio”), ma in realtà dentro non si trova nulla o quasi, né nella cronaca nazionale, né in quella locale, come se Via Solferino si trovasse sulla luna e non a Milano. Non un approfondimento, non la voce dei quartieri e dei comuni che pure sono attraversati dal fiume, non un tentativo di spiegazione dell’accaduto. Il nome dei proprietari dell’ex raffineria (la famiglia Tagliabue) non viene fatto in nessun articolo, così come non si dice che l’area è al centro di un progetto di riqualificazione urbanistica da centinaia di milioni di euro a cura del gruppo Addamiano. Di più: viene taciuto che la ex raffineria per non ricadere negli obblighi della direttiva Seveso sugli impianti pericolosi ha dichiarato di avere uno stock di idrocarburi in deposito inferiore a 2500 metri cubi, che nessuno ha controllato e che l’altro giorno – ancora non si sa da chi e perché – qualcuno ha invece aperto i rubinetti sversando almeno 8-10 mila metri cubi di gasolio e petrolio combustibile. E’ una catastrofe ambientale le cui conseguenze anche sulla salute delle persone che abitano nella zona sono ancora difficilmente prevedibili. Che succede in Via Solferino? Com’è che doverosamente viene raccontato tutto sullo scandalo telefonico che coinvolge Telecom e Fastweb (e anche di più, compresa l’intervista al latitante Scaglia) e nulla di ciò che riguarda in concreto il vivere delle persone, la salute dei cittadini di Milano e dei comuni limitrofi, i danni alla campagna, alle colture? Che ne è del più autorevole quotidiano nazionale?

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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