Italiani brutta gente

Il libro di Davide Toffolo

Siamo nel 2011 e tra polemiche e retorica ci apprestiamo a festeggiare i 150 anni di unità d’Italia. Un anniversario che cade nel momento in cui la politica nazionale e la credibilità delle istituzioni hanno toccato il livello più basso di sempre (ma si può ancora scavare e molti volenterosi hanno già in mano pale e picconi).Sarebbe stato bello, invece, festeggiare l’anniversario iniziando a fare un po’ i conti con la nostra storia, perché se siamo al punto in cui siamo è anche perché questi conti continuiamo a non volerli fare. Siamo codardi e bugiardi, censuriamo i libri per crogiolarci nel falso mito degli “italiani brava gente”. Quanti sanno quanto sangue è stato versato sull’altare dell’unità nazionale? E quanti hanno un’idea precisa (o anche soltanto un’idea) di ciò che hanno combinato i nostri generali e soldati in Etiopia, in Libia e ovunque siano stati spediti? E dei campi di concentramento in Dalmazia? E di quelli in Italia? Sono cose che a scuola nessuno studia, di cui nessuno parla.
In realtà l’orrore non ci è affatto estraneo: viene da lontano e ha radici profonde. Inutile credere che chi è a favore dei respingimenti in mare o della deportazione dei rom sia un alieno: è uno di noi e prima lo capiamo, prima partirà una sana e consapevole voglia di riscatto. “L’inverno d’Italia” di Davide Toffolo è un dono prezioso, che aiuta a ristabilire un pezzetto di verità facendo riemergere dall’abisso del silenzio una storia tenuta troppo a lungo nascosta. Leggetelo.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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