La Grammatica di Nisida

Difficile parlare di Nisida senza scadere nei luoghi comuni. In quello dell’isola-non-isola o in quegli altri, più insidiosi, sulla gioventù bruciata e su Napoli. Difficile perché nella maggior parte dei casi chi parla lo fa senza una conoscenza diretta della realtà che è quella di un carcere minorile, universo inaccessibile ai più. Questa è una ragione sufficiente, ma non certo

La Grammatica di Nisida

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l’unica, per leggere La Grammatica di Nisida, libro che è il frutto di un percorso di scrittura curato da Maria Franco che vede come protagonisti i giovani detenuti e nove scrittori (Viola Ardone, Luigi Romolo Carrino, Daniela De Crescenzo, Maurizio de Giovanni, Alessandro Gallo, Antonio Menna, Tjuna Notarbartolo, Anna Petrazzuolo, Patrizia Rinaldi) che hanno collaborato a titolo gratuito al progetto entrando in carcere e lavorando fianco a fianco con i ragazzi per creare nove straordinari racconti. Storie brevi, intense, talvolta spiazzanti, mai banali, dove a parlare sono i ragazzi, i loro diversi vissuti, speranze, rabbie e anche i tanti silenzi, l’attesa. Plasmare senza snaturare, senza tradire il lavoro collettivo svolto nell’aula di Nisida: questo il difficile compito degli autori per arrivare al risultato finale, al libro. Consegna rispettata, almeno ai miei occhi di lettore.
Devo dire che “La Grammatica di Nisida” mi ha sorpreso e conquistato soprattutto per la sua forza letteraria, su cui al contrario non nutrivo grandi aspettative. Il pregiudizio si è sgretolato di fronte all’incipit del primo poeticissimo racconto, “La parte bianca”, e mi sono lasciato trascinare dalle storie e nelle storie, partecipe e attento. A lasciarmi senza fiato – anche perché apparentemente fuori contesto – è stata poi la breve pièce teatrale “Vorrei vederti morto”, la cui postilla finale permette al lettore di intuire qualcosa in più sulla ricchezza e sull’articolazione del lavoro che viene svolto con i ragazzi di Nisida da educatori, professori e volontari (tra cui gli stessi autori del libro). Stimoli e opportunità che portano a inediti punti di vista, a riflettere su se stessi e sugli altri aprendo talvolta nuove possibilità, nuovi inizi. Un lavoro prezioso che merita il massimo sostegno e valorizzazione affinché possa continuare a dare frutti diventando patrimonio comune grazie anche alle opere realizzate.
Gli autori e l’editore Caracò hanno fatto la loro parte; i primi collaborando gratuitamente al progetto e il secondo mettendo in piedi un circolo virtuoso in cui un’opera ne finanzia un’altra. Caracò, che è una giovane casa editrice partenopea-bolognese, ha realizzato “La Grammatica di Nisida” grazie ai diritti d’autore de “La giusta parte. Storie e testimoni dell’Antimafia” e i diritti d’autore de “La Grammatica di Nisida” verranno interamente devoluti all’Istituto penitenziario Minorile di Nisida per la realizzazione di nuovi progetti culturali a favore dei ragazzi.
Ora tocca ai lettori fare la loro parte acquistando l’eBook che è in vendita al prezzo di 5,99 euro presso tutti i principali store online (cliccate qui!).

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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