La Gran Bretagna sovvenziona il nucleare

Il prezzo del nucleare - Infografica di Channel4

Il prezzo dell’energia nucleare – Infografica di Channel4

Ieri il governo britannico ha siglato l’intesa con i francesi di Edf e con due gruppi finanziari cinesi per la costruzione di un nuovo impianto nucleare a Hinkley, nel Somerset. Era dal 1988, cioè da 25 anni, che Londra non costruiva nuovi impianti. L’accordo, presentato ieri dal primo ministro David Cameron e dal ministro dell’Energia e per il Climate Change Ed Davey, illustra alla perfezione il nuovo paradigma nucleare che vorrebbe archiviare in fretta Fukushima (emblematico da questo punto di vista l’editoriale pubblicato ieri dal New York Times) e rilanciare gli investimenti su quella che viene propagandata come l’unica strategia possibile per ridurre le emissioni di CO2 e contrastare il climate change. Una tesi cara anche al documentario Pandora’s Promise che verrà trasmesso in prima TV dalla CNN a novembre. Ieri il governo Cameron ha quindi annunciato che l’accordo con Edf e con gli investitori cinesi è una buona notizia per l’economia, per i consumatori, per la sicurezza energetica e per l’ambiente perché in Gran Bretagna verranno investiti dall’estero 16 miliardi di sterline per la costruzione della centrale; i lavori dureranno 9 anni e daranno lavoro a circa 25mila persone (dal 2014 al 2023), mentre l’impianto occuperà stabilmente 900 persone. Il governo inoltre ha sostenuto che dal 2023 (quando cioè entrerà in funzione l’impianto di Hinkley) la bolletta energetica delle famiglie dovrebbe ridursi di 77 sterline l’anno.
Ma francesi e cinesi non investono certo 16 miliardi a babbo morto: se da un lato è vero che la centrale verrà realizzata senza finanziamenti pubblici, dall’altro il governo britannico garantisce un prezzo d’acquisto dell’energia che verrà prodotta di 92,50 sterline per Megawatt/ora, il doppio dell’attuale prezzo di mercato: il ritorno stimato per gli investitori è di oltre 1 miliardo di sterline l’anno per 45 anni (durata del contratto). Soldi che naturalmente arriveranno dalle bollette degli inglesi che – anziché scendere come promesso dal ministro Davey – rischiano solo di aumentare. Tutto ciò, ancora una volta, senza considerare i rischi di un incidente. Maggiori dettagli li potete trovare in questo servizio di Channel 4 andato in onda ieri.

Un servizio che fa davvero informazione, con una giornalista che fa la giornalista, che non si vergogna di fare domande e che mette in evidenza oltre ciò che c’è di buono (la creazione di nuovi posti di lavoro ad esempio) anche l’altra faccia della medaglia, con i limiti e le contraddizioni della politica energetica del governo.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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