La storia è in marcia, anche in Palestina

Intifada

L’area del Mediterraneo dopo decenni di sostanziale immobilismo è scossa da un forte vento di rinnovamento che mette in discussione equilibri (e squilibri) consolidati sia in Nord Africa, sia in Medioriente. Tumulti, rivolte, rivoluzioni. Ricerca di un cambiamento, di nuovi equilibri che prima o poi avranno ripercussioni anche sulla nostra sponda del Mediterraneo. In prima istanza, però, è nel mondo arabo che si gioca la partita e dunque anche in Israele che non può certo restare fermo quando la storia è in marcia.
E a muovere sullo scacchiere politico questa volta sono i palestinesi che si dichiarano “pronti a far nascere il loro stato indipendente”. Lo riferisce l’agenzia Reuters secondo cui in settimana il premier dell’Autorità nazionale palestinese Salam Fayyad presenterà a Bruxelles un rapporto con fatti e cifre per mostrare in che modo l’Autorità palestinese ha impiegato centinaia di milioni di dollari di assistenza estera negli ultimi due mesi per salute, educazione, energia, acqua, sicurezza, giustizia e servizi immobiliari. L’obiettivo dichiarato è quello di assumere la completa sovranità dei territori occupati dichiarando la nascita dello Stato palestinese e chiedendone il riconoscimento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si riunirà a settembre. Israele ammonisce i palestinesi dall’adottare mosse unilaterali, ma il vento del cambiamento spira a favore di chi lavora per sbloccare la situazione, non di chi pretende di mantenere lo status quo. Sbaglierò, ma a pelle questa mi pare proprio una bella notizia.


Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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