L’eBook? E’ già inflazionato

Roma, la sede dell'Istat

Roma, la sede dell'Istat

Per anni hanno misurato l’inflazione con un paniere obsoleto, che comprendeva le introvabili “nazionali senza filtro”, le riparazioni di orologi e altre assurdità. Oggi invece puntano sul futuribile, annunciando l’ingresso nel paniere degli eBook e degli eBook Reader. Sarebbe sciocco liquidare la decisione dell’Istat come l’ennesima trovata per sottostimare l’inflazione reale, dato che il prezzo degli eBook e dei reader è destinato più a scendere che a salire se voglio affermarsi sul mercato: in un paniere che oggi comprende 1.398 beni di “largo” consumo questi due articoli hanno un peso pressoché irrilevante, così come irrilevante è il loro attuale peso editoriale. Secondo gli ultimi dati Aie (Associazione editori italiani), a fine 2011 gli eBook valevano appena lo 0,1% del mercato editoriale e se è possibile ipotizzare un certo incremento nel 2012, difficilmente conquisteranno tanto presto una quota consistente. Di questo, però, non ha colpa l’Istat che per una volta ha cercato di cogliere con buon tempismo una tendenza di consumo. La colpa, se così si può dire, è invece degli editori italiani, così timorosi di cannibalizzare i propri profitti puntando su un mercato emergente. Così non investono: ad oggi sono disponibili circa 20mila titoli in italiano in formato digitale, in edizioni di qualità medio bassa e a prezzi di poco inferiori a quelli dell’edizione cartacea. Per sviluppare il mercato servirebbero invece una politica di prezzo più coraggiosa e incentivante tesa a conquistare nuove fasce di lettori che già devono fare i conti (salati) con l’acquisto del Reader ed edizioni di qualità che sfruttino magari le potenzialità del mezzo.
Da noi invece gli editori praticano il solito “chiagni&fotti”, concedendo sconti minimi per l’acquisto di un titolo in formato elettronico e al contempo lamentandosi della prateria online. Proprio oggi, l’associazione degli editori denuncia che “su 25 best seller in classifica la scorsa settimana, il 75% circa è già piratato in rete. A fronte di 19mila ebook disponibili a fine 2011 (erano 1.619 a fine 2009), circolano, secondo stime prudenziali, 15mila titoli in versione pirata”. La speranza è che lo sbarco di Amazon in Italia e i nuovi editori che si stanno affacciando sulla scena del digitale riescano a rivoluzionare il mercato, rompendo l’oligopolio dei soliti noti.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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