Milano si specchia nel Lambro

Modernità? - Foto di Steve McCurry

Modernità? - Foto di Steve McCurry

Questa foto è stata scattata nel 1991, in piena guerra del Golfo, ma avrebbe potuto essere stata scattata oggi a Milano, Lombardia, in una brutta giornata di fine febbraio. Per ragioni al momento ignote, alle 4 del mattino qualche delinquente ha deciso di aprire i rubinetti di una ex raffineria a Villasanta, nei pressi di Monza, sversando nelle fogne (e da lì nel fiume Lambro) qualcosa come 15mila metri cubi di gasolio e petrolio combustibile. La raffineria della Lombarda Petroli era di proprietà della famiglia Tagliabue (dinastia di petrolieri, da anni alleati e imparentati con i Biondi Santi, gli “inventori” del Brunello di Montalcino) ed è stata ceduta per 50 milioni di euro al gruppo Addamiano (società di costruzioni di Nova Milanese posseduta dall’omonima famiglia) che ha rilevato l’area per riqualificarla con un’operazione immobiliare da oltre 250 milioni di euro.
La raffineria è chiusa da tempo, ma incredibilmente i serbatoi erano rimasti pieni. E’ un disastro ecologico di portata immane, con l’onda nera che rischia di raggiungere anche il Po di cui il Lambro è un affluente, ma questo disastro non è certo frutto del caso. Il Lambro è una fogna e non da oggi: paghiamo anni di inerzia delle amministrazioni locali che hanno chiuso gli occhi e si sono turate il naso pur di non infastidire le mille fabbrichette e fabbricone inquinanti che popolano la brianza e il milanese, fabbrichette e fabbricone che in buona parte hanno chiuso lo stesso i battenti e che ora sono buone giusto per la speculazione immobiliare. Milano si specchia nel Lambro e vede sempre più nero.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

Comments are closed.