Monaco, Milano e la “multiutility del Nord”

Ho letto una recente intervista a Hep Monatzeder, vicesindaco di Monaco di Baviera, e mi è venuto spontaneo pensare che i pregiudizi dei tedeschi sull’Italia non sono pregiudizi. Monatzeder si è limitato a parlare di Monaco, la città che amministra e che per dimensioni (ma giusto per quelle) è paragonabile a Milano. Oktoberfest e industria dell’auto a parte, Monaco è una delle città europee che brillano per l’efficienza della rete del trasporto pubblico e per le incisive misure adottate nel corso degli anni per ridurre l’inquinamento da traffico e da riscaldamento. Altro che Area C e una quota imbarazzante di riscaldamenti a gasolio… Monaco di Baviera ha realizzato il più grande distretto di teleriscaldamento d’Europa, che copre circa l’80% della città, e ora punta a fare lo stesso con il raffrescamento, mentre sta raggiungendo rapidamente l’obiettivo di portare al 15-20% l’utilizzo quotidiano della bicicletta per gli spostamenti in città. Ma il piatto forte è quello energetico: “Nel 1990 l’energia da fonti rinnovabili rappresentava il 3,6% dell’energia utilizzata in città – dice Monatzeder -, ora è al 33%, una quota sufficiente ad alimentare tutti i nuclei familiari della città. Il nostro obiettivo è quello di coprire al 100% il fabbisogno energetico cittadino con le fonti rinnovabili entro il 2025”. Il bello è che gran parte di quest’energia è prodotta direttamente in città, perché la municipalità ha realizzato un moderno sistema di produzione idroelettrico che si sviluppa al di sotto della superficie cittadina e nell’alveo dell’Isar e di altri fiumi che l’attraversano. Non solo, anche l’energia geotermica gioca un ruolo molto importante: “Stiamo costruendo un nuovo quartiere da 20mila abitanti e sarà alimentato esclusivamente da geotermico, solare e teleriscaldamento. Inoltre, ogni nuova costruzione deve rispecchiare determinate caratteristiche energetiche e può essere alimentata solo con rinnovabili e teleriscaldamento. Se le imprese costruttrici accettano, bene. Altrimenti non possono aprire il cantiere”.
Non so voi, ma a me sembra di stare su Marte, anche perché il segreto di Monaco è un segreto di pulcinella. Il vicesindaco lo spiega così: “Negli anni ’90 abbiamo resistito all’ondata delle liberalizzazioni e mentre altri comuni hanno venduto le loro compagnie energetiche, noi abbiamo mantenuto il controllo del 100% della Stadtwerke München. Quando la nostra azienda elettrica ha cercato di investire in una centrale a carbone, abbiamo detto no. Così ha investito in idroelettrico, eolico, solare, biomassa e geotermico. Nella mia esperienza le compagnie private guardano solo alla remunerazione dei loro azionisti e ai bonus del management, figure che vogliono solo guadagnare in fretta e non lasciano spazio all’innovazione”.
E’ chiaro che l’esempio di Monaco di Baviera è inarrivabile, almeno per noi milanesi. Oggi ho ricevuto la bolletta di A2A (l’ultima, perché grazie alla convenzione di Retenergie ho cambiato fornitore e sono passato a Trenta). L’ultimo foglio riepiloga la composizione del mix energetico venduto da A2A nel 2010. Il dato è evidentemente l’ultimo disponibile ed è ben peggiore rispetto al mix medio nazionale: fonti rinnovabili 25,4% (contro il 35,2% del mix medio nazionale), carbone 14,4% (contro 12,8%), Gas naturale 49,6% (contro 43,1%), prodotti petroliferi 1,9% (contro 1,7%), nucleare 1,2% (al pari del mix nazionale), altre fonti 7,5% (6%).
Non è solo la composizione del mix energetico che mi ha indotto a scrivere di Monaco e di A2A: oggi ho ricevuto anche l’appello contro la multiutility del Nord, un progetto sciagurato – mai discusso in giunta né tantomeno in consiglio comunale – che prevede la fusione di A2A con altre grandi aziende del Nord e che, si legge, “ci ripropone l’idea di vendere servizi essenziali per
coprire buchi di bilancio; punta a superare i debiti delle aziende attraverso economie di scala.
Oggi più che mai una scelta del genere non deve essere perseguita”. Vi invito a leggere e sottoscrivere l’appello e a partecipare all’incontro che si terrà sabato 31 marzo alle ore 12 presso Fà la cosa giusta (Fiera Milano City). Io ci sarò.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

Comments are closed.