Non restiamo a guardare

Tra poche ore sorgerà il sole e un sacco di gente si metterà in marcia. Ci saranno i sostenitori di Berlusconi e la loro voglia di regime che convergeranno a Roma, ma che sono ovunque in tutta Italia. E saremo in molti, spero, a Milano ad andare invece in Piazza Duomo assieme a Libera in ricordo di tutte le vittime delle mafie. Due manifestazioni che più agli antipodi non si può: a Roma il dittatorello da strapazzo con i suoi scherani a vociare e pretendere impunità per tutto; a Milano persone che lottano per la legalità e la democrazia, persone che ritengono che Vittorio Mangano fosse un mafioso e non un eroe, persone che ogni giorno lottano nel loro piccolo per cercare di tenere la barra dritta, ognuno nel suo ruolo e rispettosi di quello degli altri. Domani a Milano sarà ancora più difficile, perché ci si sveglierà con le ordinanze del sindaco Letizia Moratti e le sue richieste al ministro degli Interni che ricordano i tempi del nazismo con i rastrellamenti casa per casa, con la caccia allo straniero. E per quelli che pensano che la cosa riguardi solo i clandestini, sappiano che si richiede che la polizia possa perquisire le case senza mandato: è incostituzionale, è di fatto la richiesta di sospensione delle libertà democratiche. Qualcuno dirà: “Siamo in campagna elettorale”. Forse è per questo che il candidato del Pd alla Regione, Filippo Penati, non ha speso una parola sulla questione; è più importante dire che il partito delle tasse, in Lombardia, è il centro destra (perché Penati le tasse vuole abolirle, mentre sulla sicurezza non la pensa diversamente dal vicesindaco fascista di Milano, Riccardo De Corato).
Non voglio farla lunga: speriamo di essere davvero tanti domani in Piazza Duomo e se a qualcuno avanzassero 50 euro gli proporrei di diventare socio sostenitore di Radio 100 Passi che con difficoltà sta cercando di riacquistare le attrezzature per trasmettere dopo il furto subito qualche settimana fa alla vigilia dell’inizio delle trasmissioni: la solidarietà serve, ma il sostegno concreto anche di più.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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