#Pomì nella #TerradeiFuochi

Terrafuochi

canada20Chi si finge scandalizzato per l’inerzia dello stato e delle istituzioni, chi se la prende con i cittadini, chi chiede l’intervento dell’esercito, chi specula su un dramma umano e ambientale per fare pubblicità al suo prodotto, chi… Sotto i riflettori torna la “terra dei fuochi”, porzione di territorio campano ad altissima densità criminale e disseminato di discariche abusive sopra le quali – come se nulla fosse – si continua a coltivare e ad allevare bestiame. Da decenni associazioni e comitati locali denunciano la situazione, l’aumento esponenziale dei tumori e di altre malattie, l’inquinamento delle falde…Oggi la discussione è approdata alla Camera, ma è facile scommettere che ancora una volta non si farà nulla di concreto.
Invece bisognerebbe prendere coscienza del fatto che questo dramma riguarda tutti, non solo perché la Campania è territorio italiano, ma anche e soprattutto perché i rifiuti (tossici e non) vengono smaltiti illegalmente al Sud come al Nord. Diritto alla salute e sicurezza alimentare vanno di pari passo con la difesa e la riqualificazione del territorio e sarebbe ora di rendersi conto una buona volta che la filiera agro-alimentare è un asset strategico per l’Italia e che come tale va tutelato anche impedendo che si coltivi o si allevi là dove ci sono i veleni. L’odiosa pubblicità della Pomì – quella che “i nostri pomodori sono solo padani” – è appunto odiosa perché specula su un dramma (quello della “terra dei fuochi” tornata ora sotto i riflettori), ma la paura che tanti hanno di consumare prodotti potenzialmente contaminati verrebbe meno se vi fosse la certezza che almeno nei pressi delle discariche né si coltiva né si pascola. Purtroppo invece la realtà è sotto gli occhi di tutti.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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