Prezzo genuino

Genuino Clandestino a Milano

Genuino Clandestino a Milano

Ieri sera al Parco Trotter abbiamo ospitato la prima delle tre giornate dell’incontro nazionale di “Genuino Clandestino”: una serata molto bella, un sacco di gente, aperitivo mangereccio superlativo preparato da Terre in Moto e poi un dibattito molto partecipato sui modelli di agricoltura, di consumo e l’occupazione. Un dibattito che ha messo in luce la necessità di portare avanti a livello locale e nazionale una battaglia sulle regole, regole che attualmente strozzano i piccoli produttori, impedendogli di fatto l’accesso al mercato e alla vendita dei prodotti. Leggi e regole a misura di industria (grande o piccola che sia) e di grande distribuzione e che andrebbero invece riviste, permettendo così all’agricoltura di prossimità e a tutte le piccole aziende agricole di poter proporre i propri prodotti senza subire penalizzazioni, perché è evidente che se per macellare e vendere i polli un piccolo produttore è costretto a investire centinaia di migliaia di euro per costruire un macello stile industriale, il piccolo produttore non può farcela. Stesso discorso vale per i mercati di vendita diretta dove tra permessi e tasse comunali, il piccolo margine che può realizzare il produttore si assottiglia a tal punto da rendere quasi controproducente la vendita.
Tutto ciò contribuisce a mantenere artificiosamente elevati dei prezzi che di per sé sono comunque più elevati in partenza vuoi per la piccola scala delle produzioni, vuoi per la qualità superiore dei prodotti, vuoi per garantire un più equo riconoscimento del fattore lavoro.
Il dibattito di ieri sera ha mostrato che i tempi sono ormai maturi per predisporre una piattaforma su questi temi partendo dal poco che già è stato fatto e che comunque c’è e funziona (la legge abruzzese, le regole della Provincia di Bolzano e poco altro) per sviluppare appunto una proposta nazionale, capace di dare una risposta adeguata alle giuste richieste dei produttori e favorendo quindi la vendita diretta ai consumatori.
L’altro aspetto che riguarda il prezzo, però, è rappresentato dal fatto che i prodotti biologici e di qualità sono sostanzialmente preclusi a coloro che hanno un reddito basso. E per quanto il consumo sia cresciuto grazie a una maggior consapevolezza dei consumatori (ora più sensibili al tema della sostenibilità e alla qualità), una grossa parte della popolazione semplicemente non si può permettere di acquistare e consumare “bio”. Una questione importante su cui la discussione tra consumatori e produttori tende spesso ad avvitarsi, ma ineludibile se si pensa che un modello alternativo possa e debba farsi strada e imporsi (altrimenti resta un’alternativa per i soli che se la possono permettere, una nicchia magari ampia, ma pur sempre una nicchia che non sposta nessun equilibrio).
Il gruppo d’acquisto di cui faccio parte, il Gas del Sole, questa domanda ha iniziato a porsela da diverso tempo e dal confronto avviato ieri sera con un’altra esperienza milanese, quella di Zac, abbiamo capito che la soluzione che stavamo prospettando è una soluzione condivisa e sulla quale loro stanno già un po’ lavorando. Si tratta di individuare d’intesa con gli agricoltori alcuni prodotti il cui prezzo può essere “abbattuto” quando viene effettuata la vendita diretta nei mercati di quartiere organizzati dai gruppi d’acquisto, un modo per rendere accessibili i prodotti a un più vasto pubblico e per realizzare per gradi un “paniere” alla portata di tutti. Mi pare un ottimo spunto di lavoro, molto concreto e promettente. Vedremo.

Paolo Fior\
paolo.fior@cronache.org

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