Quando gli errori aprono le porte al peggio…

Questo è il Paese dell’arraffa-arraffa, degli incentivi a pioggia, del “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato” e, purtroppo, non si smentisce mai. Nemmeno quando si tratta di far decollare un settore “pulito” incentivando la produzione di energia da fonti rinnovabili. Mai che a qualcuno passi per la testa di usarla la testa, cercando ad esempio di prevedere l’effetto di determinati provvedimenti e, dunque, evitare a priori sperequazioni e speculazioni grossolane che arricchiscono pochi togliendo risorse a tutti. Così è andata per gli incentivi alla produzione di energia da fonti rinnovabili: prima fu lo scandalo del Cip6 con cui per anni si sono finanziati i petrolieri alla Moratti e gli inceneritori (le famigerate fonti “assimilate”, perché appunto scarti di produzione e rifiuti si rinnovano ogni giorno), poi gli incentivi più elevati d’Europa. Incentivi senza criterio e senza limiti che naturalmente hanno attirato una valanga di investimenti speculativi fondati sul guadagno a tavolino anziché sull’efficienza energetica e con conseguenze gravi per il territorio. Ciò è valso soprattutto per l’eolico e, in misura minore, per il fotovoltaico industriale.
Anziché optare per una legge unica sulle rinnovabili, rivedibile ogni due anni per adeguare gli incentivi alle esigenze energetice del Paese (il modello tedesco) noi abbiamo al solito una pletora di leggi e regolamenti, premessa per inefficienze e distorsioni di ogni tipo. Ora il governo ha deciso di intervenire e si preannuncia un intervento drastico, ma per mesi non ci saranno certezze e l‘industria delle rinnovabili è entrata in crisi: la mancanza di certezze paralizza il settore e mette in discussione migliaia di posti di lavoro e piani di sviluppo importanti. E’ la conseguenza drammatica della logica del “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato”, che ha portato a una crescita squilibrata tutta a favore della speculazione. Ora quei soldi che vengono prelevati dalle nostre bollette e che pure sono serviti negli ultimi anni a finanziare cose meritevoli come il conto energia fanno gola a un governo che vorrebbe rilanciare il nucleare senza avere i soldi per farlo. Dietro la revisione degli incentivi alle rinnovabili si nasconde il tentativo di dirottare quei fondi verso l’atomo. La responsabilità di questa situazione è però anche di tutti coloro che, magari in buona fede, non si sono posti il problema dei sovraincentivi o lo hanno addirittura cavalcato, come Legambiente con l’eolico. Con una legge alla tedesca e incentivi commisurati agli obiettivi di efficienza energetica lo scippo risulterebbe molto più difficile e, oltretutto, ci saremmo evitati molte devastazioni ambientali perpetrate dagli speculatori in nome di una presunta “sensibilità” ecologica. Ora invece dovremo lottare duramente per mantenere incentivi decenti almeno per gli impianti integrati. Sarà durissima, ma la battaglia si lega strettamente a quella per il referendum sul nucleare: guai tenerle separate.


Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

4 thoughts on “Quando gli errori aprono le porte al peggio…

  1. jei

    March 14, 2011 at 3:47pm

    Esatto; oltre ai pericoli del nucleare in sè, vi sarebbero anche quelli connessi alle mafie che vi opererebbero. E a proposito di calcestruzzo mi viene in mente un servizio televisivo di ieri sul Giappone dove è stato detto che nell’area maggiormente colpita dal terremoto e dallo tzunami , gli edifici ed i palazzi in calcestruzzo hanno retto. Da noi anche in assenza di sisma ospedali e scuole crollano grazie al calcestruzzo impoverito.Figuriamoci se si dovessere fare nuovi impianti nucleari!! Per non parlare dei traffici illeciti connessi allo smaltimento delle scorie ed ai pericoli comunque presenti anche nello stockaggio delle stesse in siti appositamente dedicati. E del resto nessuno pare avere una ricetta efficace e risolutiva del problema energetico. Forse bisognerebbe cominciare a sfruttare meglio l’energia che già si produce e soprattutto imparare davvero a risparmiarla. Non lasciamo i pc attaccati alla corrente ma facciamolo solo quando la batteria è in esaurimento.Idem coi cellulari, usiamo più oculatamente gli elettrodomestici, evitiamo lavaggi in lavatrice a 60 gradi: 40 sono più che sufficienti. Evitiamo i cartelloni pubblicitari illuminati con fari da stadio, i riscaldamenti ad aria nei negozi che tengono le porte costantemente aperte, le luminarie natalizie fino alla fine di febbraio etc etc. Forse se tutti si adoperassero in questo senso l’energia che già si produce sarebbe sufficiente. In ogni caso sarebbe un passo avanti. Invece mi pare che si cerchi di produrne sempre più per usarne sempre più. Dovremmo pensare all’energia come all’acqua, un bene da risparmiare e non riproducibile. jei

  2. admin

    March 13, 2011 at 11:49pm

    Sono molto d’accordo con te. Quanto al Giappone, il dramma che si sta consumando diventerà – per quanto mi sembri cinico dirlo – il migliore incentivo per andare a votare al referendum e dire una volta in più NO a questa mostruosità atomica. Vi immaginate la costruzione di una centrale in Italia con il “cemento” della criminalità organizzata, le “stecche” della politica, i commissari straordinari alla Bertolaso, i collaudi stile “cricca”? Riuscite davvero a immaginarla una centrale così? Anche in assenza di sismi sarebbe una catastrofe! Qualcuno si ricorda di Saluggia e della sua piscina in cui da decenni sono contenuti 164 elementi atomici non ancora smaltiti? Questo è il Paese, mica viviamo altrove noi.
    Paolo Fior

  3. jei

    March 13, 2011 at 4:49pm

    Purtroppo si sono verificate troppe truffe nell’àmbito delle energie rinnovabili , specialmente nel settore eolico; ma recentissimamente molte procure ( una ventina ) sono impegnate anche sul campo fotovoltaico truffaldino e mazzettaro. Lo Stato prima si fa infinocchiare e poi corre ai ripari, riaccapparrandosi ,dove possibile il maltolto, e stringendo i lacci della borsa. C’è da augurarsi che quanto risparmiato, per così dire, dalle rinnovabili non confluisca nel nucleare. Quel che sta accadendo in Giappone dovrebbe far riflettere, tenendo presente che l’italia è ad altissimo rischio sismico. Forse sarebbe stato meglio vigilare prima più attentamente sulla green economy e finanziare quella onesta e capace di realizzare impianti effettivamente funzionanti, allacciati alla rete elettrica nazionale e rispettosi dell’ambiente impedendo o limitando di fatto gli affarismi delle lobby del vento e del sole.

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