Riprendiamoci Milano (dalle mafie)

Milano: Antimafia in Zona 2 - foto di Leonardo La Rocca

Mentre la DIA, nella sua relazione semestrale sancisce definitivamente la scomparsa del tabù sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia confermando che la Regione è quella che al Nord registra il maggiore indice di penetrazione nel sistema economico legale dei sodalizi criminali della ‘ndrangheta, in Italia si festeggia il quindicesimo anniversario della legge 109/1996 sulla confisca dei beni alle associazioni mafiose. E’ accaduto il 7 marzo e anche Milano (96 immobili confiscati) ha partecipato all’iniziativa promossa da Libera che insieme a due associazioni – Cooperativa Archè e Spazio Cangiari – ha organizzato una visita guidata a due spazi tra i più rappresentativi di riutilizzo sociale dei beni confiscati. In particolare in zona 2 la Cooperativa Arché gestisce Frequenzeaimpulsi, dove un tempo sorgeva un night club adibito a copertura di un traffico di armi e droga e dove oggi invece viene praticata musicoterapia per soggetti diversamente abili ed è stato attivato un progetto di web radio per coinvolgere i ragazzi in età adolescenziale e pre-adolescenziale in un quartiere periferico e, per certi versi, difficile.
Il 7 marzo Archè ha ospitato una classe dell’ Istituto comprensivo Daniele Mauro di Pessano con Bornago con cui è stata registrata una puntata speciale del programma radiofonico Frequenzeaimpulsi assieme a diversi cittadini della zona intervenuti alla manifestazione. Il messaggio che si è voluto trasmettere è chiaro: in Lombardia occorre parlare di mafie e di infiltrazioni mafiose; le amministrazioni locali devono smetterla di comportarsi come struzzi e affrontare finalmente il problema che riguarda tutti. E’ forte più che mai l’esigenza di una reale azione di contrasto alle infiltrazioni mafiose sul territorio milanese e regionale, negate fino a pochi mesi fa dall’amministrazione Moratti e financo dal prefetto di Milano Lombardo. Spazi di aggregazione votati a riaffermare il primario bisogno di socialità e legalità stanno sviluppandosi su tutto il territorio e l’opportunità offerta dalla giornata del 7 marzo è solo la prima occasione di comunicazione sociale sul tema che anticipa la “Giornata delle porte aperte sui beni confiscati nella Provincia di Milano” che si terrà in ottobre e che prevederà itinerari di visita, in giro per le diverse zone della città, di una quarantina tra le realtà maggiormente rappresentative di attività sociali all’interno dei beni confiscati alle mafie.

Leonardo La Rocca
Il Mattinale

2 thoughts on “Riprendiamoci Milano (dalle mafie)

  1. jei

    March 15, 2011 at 11:18am

    Non lo sigriderà mai abbastanza; le mafie al Nord non solo esistono ma spopolano! In Liguria si sta riuscendo a stanarle grazie anche all’attivismo di associazioni – osservatori sul crimine organizzato.Il Comune di Bordighera è saltato e boss ndraghettisti sono stati individuati e denunciati.Bisogna attivarsi anche per Milano e per tutto il Nord, ridestare le anime dormienti e rinvigorire le coscienze delle genti e dei moltissimi che ancora dicono ” ma sono casi isolati, questa delle mafie è una fissazione, nel nostro tessuto imprenditoriale non ci sono”.Bisogna insegnare l’educazione alla legalità nelle scuole per evitare che i giovani virgulti divengano terreno fertile per le criminalità ed imparino invece a combatterle, ad opporvisi ed a seminare semi sani e puliti sul cammino del loro futuro e di quello di tutti.

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