Se questo è un ministro…

Stefania Prestigiacomo

Nel mondo alla rovescia può accadere di tutto, anche che un ministro dell’Ambiente dia il via libera alle trivellazioni petrolifere a ridosso di un parco marino e a due passi da un parco nazionale e chieda di bruciare i rifiuti in una centrale elettrica perché, come sanno tutti, bruciare i rifiuti non danneggia l’ambiente né la salute delle persone. Nel mondo alla rovescia quel ministro e la sua famiglia – per sovrabbondanza di fantasia – sono proprietari di un gruppo industriale che produce plastica, inquina e ha creato problemi alla salute di diversi lavoratori e dei loro figli.
Dalle nostre parti accade invece che l’ufficio Valutazione impatto ambientale del ministero dell’Ambiente ha dato parere positivo alla richiesta della società irlandese Petroceltic di trivellare i fondali marini tra il Gargano (Parco nazionale) e le Isole Tremiti (Parco marino) alla ricerca di idrocarburi e, con la firma del ministro, tra pochi giorni le operazioni potranno cominciare con tutti i rischi che ciò comporta per un luogo incontaminato e prezioso. Il “no” della Regione Puglia non è infatti vincolante e per il momento il ministero non ha tenuto in nessuna considerazione l’opposizione bi-partisan alle trivellazioni: vedremo come andrà a finire, ma la firma del ministro Stefania Prestigiacomo appare scontata.
E proprio pochi giorni fa (14 aprile), nel corso di un’audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, lo stesso ministro ha dichiarato che al prossimo consiglio dei ministri (16 aprile) sarebbe stato presentato un decreto legislativo che assimila il combustibile da rifiuti alla materia prima consentendo così lo smaltimento degli stessi bruciandoli nelle centrali elettriche e ha anzi individuato nella centrale Enel a carbone di Civitavecchia (quella dove proprio pochi giorni fa è morto un lavoratore) un’installazione ad alto potenziale di smaltimento dei rifiuti. Si tratta di un decreto che recepisce con 6 mesi d’anticipo la direttiva europea 2008/98/CE in tema di rifiuti e, come ha rivendicato il ministro, l’Italia è il primo Stato membro a recepire tale direttiva: un tempismo singolare vista la materia. Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto, ma il testo purtroppo non è ancora disponibile così come non lo è il testo dell’audizione del ministro: sembrerebbe che il decreto consenta anche lo smaltimento dei rifiuti nei cementifici, un’operazione geniale che consentirebbe la chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso il riciclaggio degli stessi nelle costruzioni, cioè case, scuole, ospedali…
Qual è il motivo di tanta urgenza? Forse dobbiamo prepararci ad affrontare un’altra emergenza rifiuti in Campania, Sicilia e, perché no, Lazio? Non saprei, certo è che mentre la direttiva europea stabilisce “misure volte a proteggere l’ambiente e la saluta umana prevenendo o riducendo gli impatti negativi della produzione e della gestione dei rifiuti (art.1, ndr)”, il comunicato con cui il ministero dell’Ambienteannuncia l’approvazione del decreto legislativo mette tra i punti qualificanti altre cose e fissa per il 2020 l’obiettivo minimo del 50% per il riciclaggio di vetro, carta, metalli e plastica (la stessa che la Prestigiacomo e i suoi familiari producono con la loro fabbrica di Priolo). Un obiettivo ambizioso davvero!

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

P.S. Civitavecchia si oppone all’idea di bruciare i rifiuti nella centrale Enel e il sindaco ha sottolineato come il Comune abbia avviato la costruzione di un impianto di smaltimento a freddo, la tecnologia più innovativa che viene impiegata in Israele, quella stessa tecnologia che – sia detto per inciso – Agsm Verona ha invece aprioristicamente scartato puntando piuttosto sulla combustione dei rifiuti nell’inceneritore di Ca Del Bue.

2 thoughts on “Se questo è un ministro…

  1. massimo

    April 26, 2010 at 12:27pm

    Il tema degli inceneritori sta sollevando delle incoerenze a dir poco imbarazzanti: sabato a Opera (MI), il sindaco Fusco (Lega Nord + PDL) ha manifestato contro l’inceneritore che la Regione Lombardia (PDL + Lega Nord) vorrebbe sul terreno di Opera. La situazione si sta contorcendo in maniera inestricabile, causando non pochi sdoppiamenti di personalità, ai quali peraltro siamo ormai abituati dall’attuale politica di governo in tema di ambiente. Se siamo messi così con gli inceneritori, figuriamoci cosa succederà con le centrali atomiche.

    L’aspetto divertente, è che questo sindaco, è lo stesso che, prima di diventare sindaco, saltò agli onori delle cronache nazionali qualche anno fa per essere andato, cone le torce in mano, a dare fuoco alle tende della protezione civile che dovevano ospitare un gruppo di ROM sul territorio del comune (insediamento voluto ovviamente dal comune di Milano – PDL+Lega). Quindi evidentemente di incenerimenti se ne intendeva già.

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