Tav, quant’è saggio il Portogallo

Fernando Pessoa

Amo il Portogallo, la sua gente e il baccalà (che è piatto nazionale). Da oggi lo amo anche di più per la sua saggezza: il governo ha deciso di sospendere definitivamente il progetto di costruzione della tratta dell’alta velocità ferroviaria che avrebbe dovuto collegare Lisbona a Madrid. Troppo costosa e, in definitiva, poco utile. Questa tratta avrebbe dovuto costituire la parte iniziale del cosiddetto “Corridoio 5” che dall’Atlantico, passando per Lione, Torino e Trieste, avrebbe dovuto arrivare sino a Kiev. Lisbona e Madrid, peraltro, sono due capitali europee e quest’opera avrebbe ottenuto i finanziamenti Ue per la quota massima. La crisi economica ci ha certamente messo lo zampino, ma meno di quanto possa sembrare: se l’opera fosse stata ritenuta strategica Lisbona avrebbe potuto sospenderla temporaneamente, con l’idea di rimandare i lavori a tempi migliori. Invece no. Dall’analisi costi-benefici l’opera è risultata più costosa che utile e il Portogallo dunque l’ha accantonata definitivamente. Questo dovrebbe indurci a qualche riflessione.
La prima: se il “Corridoio 5” non è strategico per i portoghesi (ed è l’unico che avrebbero su rotaia per arrivare al resto d’Europa) perché dovrebbe esserlo per noi che, oltretutto, anziché due capitali collegheremmo due città di provincia? Non è che i loro dati sull’interscambio sono molto diversi dalle stime sbandierate dal nostro governo ed esistono modalità di trasporto più efficienti e meno costose, tipo potenziare la linea esistente? Com’è che in tempi di crisi quali gli attuali il governo portoghese rinuncia a giocare la carta dei posti di lavoro generati dalla maxi-opera? Forse, mi viene da pensare, l’ammodernamento della linea esistente genera tanti posti quanto la grande opera… E ora cosa ci racconterà il governo? E il PD?

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

2 thoughts on “Tav, quant’è saggio il Portogallo

  1. Luca Nicola (Luke Nick)

    March 23, 2012 at 3:34pm

    Caro Paolo, tu e i Portoghesi avete ragione, ma temo già di conoscere l’obiezione: il Portogallo è la “provincia” dell’Europa, un Paese marginale, l’Italia è un centro nevralgico economico e di scambi e lo deve rimanere… Obiezioni chiaramente risibili: il nocciolo della questione è che nella vicenda della TAV si intrecciano temi fondamentali come l’informazione, la partecipazione, il concetto stesso di sviluppo e l’idea dicome vivere e valorizzare il territorio. Le risposte che arrivano da politici e istituzioni sono decisamente sconfortanti. E per niente democratiche.

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