Terra bene comune

Terra bene comuneCresce la mobilitazione in difesa dei terreni agricoli demaniali che, per decreto, potranno ora essere messi in vendita. Una possibilità, quella dell’alienazione, introdotta dall’articolo 66 del decreto “liberalizzazioni” varato dal governo (e approvato dal Parlamento a colpi di fiducia) che si traduce – di fatto – nell’esproprio di un bene comune, la terra, che tradizionalmente costituisce una risorsa preziosa per le comunità locali e per il territorio. Ancora una volta, in nome della necessità di “fare cassa”, lo stato svende pezzi di patrimonio e lo fa senza fissare limiti di sorta sull’accaparramento delle terre da parte di speculatori grandi e piccoli. Un ritorno al latifondo e a logiche da Ancien Régime, senza considerare il rischio che in molte zone del Paese, al Nord come al Sud, a mettere le mani sulla terra sia direttamente o indirettamente la criminalità organizzata. Questo blog aderisce con convinzione alla campagna promossa da “Genuino Clandestino” a difesa della Terra bene comune e invita tutti i lettori a diffondere il più possibile questa iniziativa in modo che la mobilitazione possa avere successo. Già entro il 30 giugno di quest’anno il Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali individuerà un primo elenco di terreni da mettere in vendita: non restiamo a guardare, difendiamo il territorio e l’agricoltura di prossimità.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

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