Uomini o consumatori?

Andrea Ichino

Ieri sera in cinque abbiamo partecipato alla trasmissione di Gad Lerner, L’Infedele, in rappresentanza del Gruppo d’acquisto del Parco Trotter, il Gas del Sole. La trasmissione era centrata essenzialmente sulla riforma del mercato del lavoro e sulla crisi, in particolare sulla crisi dei consumi. Siamo stati felici per l’invito e per la possibilità che ci è stata concessa di esprimere un punto di vista diverso – il nostro – sull’economia, sui consumi e sulle relazioni tra le persone (questo il link alla puntata di ieri sera, a circa un’ora e 23 minuti dall’inizio c’è il mio breve intervento). Una trasmissione utile e preziosa, perché senza giri di parole sono stati messi sul tavolo problemi e posizioni ed è emerso con estrema chiarezza quanto la questione dell’articolo 18, la liberalizzazione degli orari di apertura dei negozi, la riforma del welfare nulla c’entrino con la sbandierata volontà di stabilizzare il lavoro precario, di aumentare l’occupazione, di far ripartire l’economia. Nessuno ha potuto rispondere alla biologa, attivista romana della rete di San Precario, quando ha retoricamente domandato come questa riforma avrebbe risolto il suo problema occupazionale e quello dei tanti, tantissimi che si ritrovano nella sua stessa situazione. Nessuno ha potuto obiettare nulla alle cassiere del Carrefour e alla commessa di Zara quando osservavano come le loro aziende pretendessero di aumentare l’orario di lavoro (apertura 24 ore su 24) e il lavoro domenicale senza assumere una sola persona in più. Tutti zitti quando Luigino Bruni ha chiesto se in sala ci fosse davvero qualcuno convinto che i consumi calano perché la gente trova i negozi chiusi a mezzogiorno. Il confronto è stato pacato, ma debbo dire che tra le tante cose che ha detto Andrea Ichino, fratello del più noto Pietro, una mi ha fatto davvero balzare dalla sedia: “La protezione dei lavoratori è un danno per i consumatori”. Sembrerebbe un paradosso in un mondo in cui i consumatori sono i lavoratori stessi, invece è un’affermazione grave, di un liberismo così estremo da sconfinare in una sorta di “neoschiavismo”. Andatela a sentire: è a un’ora e 8 minuti dall’inizio della trasmissione. Questa frase, per di più contestualizzata, la dice lunga sulla considerazione che certi giuslavoristi – qual è Ichino junior – hanno delle persone. Attenzione che questi ci vogliono davvero riportare all’Ottocento.

Paolo Fior
paolo.fior@cronache.org

2 thoughts on “Uomini o consumatori?

  1. Aldo

    March 30, 2012 at 10:46am

    E’ clamorosa l’affermazione dell’Ichino jr. Fuori dal mondo dei diritti e della dignità, probabilmente qualche turba farmacologica gli ha fatto deragliare il cervello.

  2. paolo botti

    March 21, 2012 at 6:35pm

    ma quel che è peggio e che i vari Ichino sono nel PD…

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