Corso accelerato di educazione civica

Photo courtesy by Piqsels

canada20Il senso civico e il senso di responsabilità cui tutti siamo chiamati in questo difficilissimo periodo non può e non deve ridursi al rimanere in casa e al rispetto scrupoloso del distanziamento sociale e delle regole d’igiene. Deve estendersi ai social, agli account whatsapp e a ogni altra forma di comunicazione digitale e non per evitare la diffusione di notizie false o infondate che possono indurre altri, tanti altri, ad assumere comportamenti sbagliati e controproducenti per la loro salute. Non mi riferisco alla signorina svalvolata che su TikTok ha lanciato un’assurda “coronavirus challenge”, quanto piuttosto a tutti coloro che per noia e noncuranza rilanciano messaggi come quello che io ho ricevuto oggi che recita così:

“Il virus ha appena mostrato di entrare nella cellula alveolare polmonare attraverso il recettore ECAII.  Quando si lega ad esso, lo sovraesprime e uccide la cellula alveolare. Da qui tutto ciò che produce. Gli uomini hanno più recettori delle donne, gli asiatici più dei caucasici e le persone che assumono farmaci antiipertensivi come gli antiECA e in particolare gli anti-ECAII hanno una sovraespressione brutale del recettore e quindi sono più sensibili alle infezioni e  l’infezione è più grave. Il virus ha appena mostrato di entrare nella cellula alveolare polmonare attraverso il recettore ECAII.  Quando si lega ad esso, lo sovraesprime e uccide la cellula alveolare. Da qui tutto ciò che produce. Gli uomini hanno più recettori delle donne, gli asiatici più dei caucasici e le persone che assumono farmaci antiipertensivi come gli antiECA e in particolare gli anti-ECAII hanno una sovraespressione brutale del recettore e quindi sono più sensibili alle infezioni e  l’infezione è più grave. I casi gravi di giovani sono pazienti che hanno assunto farmaci antinfiammatori all’inizio della malattia. Dovresti evitare l’aspirina, l’ibuprofene, il naprossene, il voltarene (diclofenac), ecc., Perché favoriscono le forme gravi[…]”

Un messaggio del genere, inoltrato magari in buona fede perché qualcuno l’ha attribuito a un qualche primario ospedaliero (voglio sperare che a mandarlo in giro non sia stato davvero un medico), è capace di gettare nel panico milioni di persone che soffrono di ipertensione e indurle a sospendere cure che sono a tutti gli effetti salvavita. Se qualcuno desiderasse approfondire la questione dei ricettori, vale la pena leggere l’ottimo articolo scritto da Fabio Di Todaro per il magazine online della Fondazione Umberto Veronesi.
Asteniamoci tutti, per favore, dal far girare catene con consigli su terapie, su farmaci, su cure miracolose o meno. Se a casa ci stiamo annoiando, lasciamo stare computer e cellulare e proviamo a fare qualcosa di nuovo, di diverso, di insolito, magari di utile. Faremo così un favore agli altri oltre che a noi stessi. 

Paolo Fior