Lo spread dei ludopatici


canada20Di fronte alle affermazioni nette e inequivocabili del ministro agli Affari Europei (nonché ministro dell’Economia “ombra”), Paolo Savona, cade ogni beneficio del dubbio e si conferma piuttosto quello che molti sospettano da tempo: che il governo italiano stia mettendo in atto un piano studiato a tavolino per entrare a tutti i costi in rotta di collisione con Bruxelles. L’entità dello spread, il rischio di una nuova, devastante, crisi bancaria, gli immani danni collaterali che tutto ciò già ora sta provocando (azzeramento della propensione a investire, fuga dei capitali esteri e anche di quelli italiani, con conseguente riduzione della crescita potenziale del Paese e di un aggravamento dei saldi di finanza pubblica) sono considerati poca cosa a fronte dell’obiettivo da conseguire. E per far capire che il governo non sta affatto scherzando, si continua ribadire che un piano “B” non esiste, che i contenuti (e i fantasiosi saldi) della manovra quelli sono e quelli resteranno. E in un paradossale ribaltamento di prospettive si accusano gli altri – i controllori, i giornali cattivi, i “burocrati” di Bruxelles, le inesistenti opposizioni – di essere i nemici dell’Europa, di aver messo la Ue in rotta di collisione con l’iceberg Italia e di non voler cambiare rotta. Questo ha detto apertamente il ministro Savona davanti alla stampa estera specificando che se la Ue darà l’alt alla manovra italiana “deciderà il popolo, non io. Io mi metto da parte”. Davvero coraggioso. Questi signori stanno giocando con le vite e i risparmi di tutti gli italiani, non con i loro, e viene da chiedersi se i loro elettori qualche dubbio hanno iniziato a farselo venire o se invece si lasceranno trascinare entusiasticamente e docilmente al macello tra promesse di flat tax, redditi di cittadinanza, pensioni anticipate e bengodi vari coi soldi degli altri. Perché se lo spread sale non è che c’è un complotto: è che per fare tutte queste cose che prometti vuoi fare più debiti senza offrire opportune e solide garanzie di rientro. Tutto qui. E se ti accorgi che il debitore è un ludopatico, magari i soldi non glieli dai neanche più. Di qui l’idea che circola da settimane di creare nuovi strumenti per incentivare le famiglie italiane a prestare soldi allo Stato. Di questo passo si tornerà presto a parlare di autarchia: la storia che si ripete in farsa.

Paolo Fior