Presidenziali Usa: è tempo di Welfare

Photo by Fryderyk Supinski

canada20L’irruzione del coronavirus negli Stati Uniti rischia di diventare il vero game-changer della campagna per le presidenziali di novembre. E non solo di quella. Il tema resta ancora sottotraccia, perché il numero dei “positivi” è ancora limitato e perché l’attenzione dei media è catalizzata dalle primarie democratiche e dalla sorprendente vittoria di Joe Biden nel Super-Tuesday. Quando si parla di coronavirus, al momento si parla soprattutto di mercati, di Wall Street, delle mosse della Fed e dei timori di rallentamento dell’economia statunitense e mondiale. Quello che ancora non viene percepito nella sua interezza è il rischio per la salute per milioni di individui, molti dei quali privi di assistenza sanitaria e impossibilitati non solo a farsi curare, ma spesso anche a rivolgersi a un medico per una diagnosi. Il sistema sanitario rappresenta forse l’anello più delicato e debole della società americana, che rischia di pagare un prezzo altissimo – anche e soprattutto in termini di vite umane – con l’avanzare del virus. 

La Casa Bianca sta valutando interventi volti a coprire almeno parzialmente i costi che il sistema sanitario privato potrebbe trovarsi a dover sostenere, ma si tratta di un qualcosa non ancora deciso, un po’ improvvisato e probabilmente non sufficiente a fronteggiare l’emergenza. Mesi di ritardi e di sottovalutazioni rischiano di portare nelle prossime settimane gli Stati Uniti sull’orlo di una drammatica crisi sanitaria e tutto questo avrà un peso sulle possibilità di rielezione di Donald Trump, così come i suoi sforzi per eliminare il cosiddetto Obamacare. Per contro, la questione del welfare – posta seppur con diversi accenti da tutti i candidati democratici alla presidenza – si imporrà prepotentemente nell’agenda politica e nel dibattito pubblico dei prossimi mesi, mettendo in moto negli Usa una trasformazione sociale, politica ed economica che questa volta sarà molto difficile fermare. Per fortuna.

Paolo Fior